Al Bambino Gesù il primo intervento mininvasivo per la vescica neurogena

Un altro primato ottenuto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: per la prima volta in Europa è stata eseguita una innovativa procedura mininvasiva per il trattamento della vescica neurogena, su un bambino di 12 anni.

Una tipologia di intervento, questa, che finora è sempre stata eseguita in modo invasivo, attraverso una procedura chirurgica tradizionale che comporta un taglio del bisturi di almeno 10 cm, quindi molto dolorosa per pazienti piccoli. L’operazione condotta dal team della struttura Neuro-urologica del Bambino Gesù, invece, ha seguito la via mininvasiva-laparoscopica, cioè attraverso 4 piccoli fori di pochi millimetri. Il decorso post operatorio è stato rapido, privo di complicanze e di dolore e, a distanza di alcuni mesi, è confermata l’ottima riuscita dell’intervento.

La struttura di Neuro-urologia del Bambino Gesù esegue ogni anni circa 200 interventi su bambini e adolescenti con problematiche di vescica neurogena: «Il nostro obiettivo – spiega il dottor Giovanni Mosiello, responsabile della Neuro-urologia del Bambino Gesù – è quello di preservare la funzione renale , ma anche di migliorare la qualità di vita delle persone utilizzando procedure sempre più innovative, mininvasive e quindi meno dolorose per il trattamento della loro disabilità».

La vescica neurogena è una disfunzione del meccanismo di riempimento-svuotamento della vescica, che può essere presente in diverse condizioni patologiche quali la spina bifida, malformazioni e traumi del midollo, malattie rare e sindromi cromosomiche, paralisi cerebrali infantili.

Più in generale, i disturbi della minzione (che vanno dall’incontinenza alla ritenzione urinaria: e cioè all’incapacità della vescica di svuotarsi) sono una condizione patologica presente non solo negli adulti, ma anche in età pediatrica. I dati statistici riportano una incidenza media del 6% nei bambini sotto i 7 anni e del 3,5% in quelli di età compresa tra i 7 e i 18 anni. Le cause possono essere funzionali, malformative o neurologiche: come in questo caso.

La mancata capacità di svuotamento della vescica viene trattata normalmente con il ricorso al cateterismo intermittente, vale a dire lo svuotamento ripetuto della vescica attraverso un catetere inserito nell’uretra. In alcuni casi tuttavia (malformazioni, dolore, traumi, etc) è necessario trovare una via diversa da quella naturale per inserire il catetere. La soluzione è la creazione di un condotto tra la cute dell’addome e la vescica utilizzando l’appendice (appendicovescicostomia) al fine di permetterne lo svuotamento.

 

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