Allergie, i 10 consigli per evitare i pollini e prevenire le allergie

Primavera alle porte significa anche aumento del fenomeno delle allergie, a causa dei pollini rilasciati in gran quantità da mimose, ulivi, cipressi. Un problema per tantissime persone in Italia: è di un milione e mezzo il numero di bambini e ragazzi con allergie nasali e pollinosi, mentre l’asma interessa quasi un milione di ragazzi sotto i 18 anni. Ogni anno all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù vengono trattati circa 8mila pazienti per patologie allergiche, quasi la metà per pollinosi.

I pollini sono piccolissimi granelli che permettono alla pianta di riprodursi e vengono trasportati dal vento, dagli insetti e dall’acqua nel periodo dell’impollinazione, che si concentra da marzo a luglio soprattutto nelle giornate calde, assolate e ventose. Maggiore è la prossimità alle piante e alle erbe che li producono, maggiore è la quantità di pollini che può causare un aumento dei disturbi alle persone allergiche.

Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù spiega: “Le allergie si combattono efficacemente con la iposensibilizzazione specifica, disponibile sia nella tradizionale somministrazione sottocutanea che per via sublinguale. Per evitare il riaffacciarsi dei sintomi è necessario prevenire con farmaci che impediscano al polline respirato infiammare le mucose. Le cure dovranno poi essere continuate per tutta la stagione di esposizione. Sapendo a cosa si è allergici è inoltre possibile pianificare i tempi della terapia e programmare le vacanze in periodi di alta pollinazione evitando, così, il contatto con gli allergeni presenti nelle città o nelle campagne”.

Oltre a proteggere i bambini allergici ai pollini con i vaccini, le famiglie possono adottare alcuni semplici ma utili accorgimenti:

  1. Evitare in primavera i prati, i campi coltivati e i terreni incolti.
  2. Evitare, se possibile, nel periodo critico di andare o vivere in campagna. Evitare le gite nelle ore mattutine, soprattutto nei giorni di sole con vento e tempo secco.
  3. Scegliere le ferie preferibilmente nel periodo in cui sono più forti i disturbi, per recarsi al mare o in alta montagna. Ricordare che nelle medie altitudini (600-1000 metri) le stesse piante liberano i pollini circa un mese più tardi rispetto alla pianura.
  4. Evitare per le vacanze le zone di aperta campagna. Preferire per le passeggiate il sotto bosco dove, più difficilmente giunge il polline.
  5. In auto, se possibile, tenere i finestrini chiusi e accendere, dopo aver verificato la pulizia dei filtri, i sistemi di condizionamento.
  6. Nel periodo critico praticare sport preferibilmente in luoghi chiusi, palestre e piscine coperte.
  7. Non tagliare l’erba del prato nel periodo di malessere e non sostare nelle vicinanze quando altri tagliano, o hanno tagliato l’erba.
  8. Nel periodo critico evitare la bicicletta o il motorino. Possono essere utili mascherine a copertura di bocca e naso. Indossare occhiali da sole. Cappelli con visiera.
  9. Durante la stagione pollinica, cambiarsi i vestiti rientrando in casa, fare lavaggi endonasali, doccia e sciacquare il viso e i capelli.
  10. Evitare il contatto, con il fumo di tabacco e in quel periodo, anche con polveri o peli di animali domestici.

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