Allergie, i probiotici come mezzo di prevenzione – VIDEO

Bloccare l’insorgenza delle allergie nei bambini:l’Organizzazione Mondiale per le Allergie (WAO) per la prima volta raccomanda l’uso dei probiotici come strumento di prevenzione. Le nuove linee guida internazionali, elaborate da un gruppo di lavoro coordinato dallo staff dell’Ospedale Bambino Gesù, convalidano scientificamente i benefici di questi microgranismi alimentari per la salute dei bambini. “Un’occasione che attesta ancora una volta la dimensione internazionale dell’attività clinica e di ricerca che viene portata avanti dal Bambino Gesù” ha commentato il presidente Giuseppe Profiti.

LE FORME ALLERGICHE PIU’ DIFFUSE

La percentuale di bambini allergici in Italia negli ultimi 20 anni è più che triplicata, passando dal 7 al 25%. La forma più diffusa è la rinite allergica che nel nostro paese colpisce circa il 35% dei ragazzi di 13-14 anni. Nel mondo la percentuale, in età pediatrica, è del 40%. Una forma di allergia, questa, che si sviluppa normalmente prima dei 20 anni di età, la cui incidenza continua ad aumentare in tutti i continenti ed è causa di quasi 17 milioni di visite ambulatoriali ogni anno.

Al secondo posto tra le allergie più comuni c’è l’asma: un problema per il 9,5% dei bambini italiani e in generale per almeno 300 milioni di persone (compresi gli adulti) in tutto il mondo. L’asma è una forma di allergia respiratoria che può pregiudicare la crescita dei polmoni dei bambini, incidendo significativamente sulla qualità della vita e ha un elevato costo sanitario.

Seguono le allergie alimentari, più frequenti nei primi anni di vita dei bambini (in Italia colpiscono circa il 3% della popolazione pediatrica entro i 2 anni d’età). Tra i bambini, in 3 casi su 100, questa forma di allergia porta a reazioni gravi (shock anafilattico) che possono causare anche la morte.

LE CAUSE:  “MALATTIA DEL MONDO SVILUPPATO”

L’incremento di questa malattia viene registrata soprattutto nei Paesi occidentali e in quelli che si stanno occidentalizzando. La WAO indica nel minore contatto con alcuni elementi naturali una delle cause dell’insorgenza allergica: dagli animali alla qualità dell’aria che si respira, dai nuclei famigliari ridotti alla minore esposizione al sole. Tutti fattori che intervengono a modificare il sistema immunologicopredisponendo, soprattutto i più piccoli, allo sviluppo di allergie .

LA NUOVA FRONTIERA DELLA PREVENZIONE: LE RACCOMANDAZIONI SUI PROBIOTICI

Considerata la dimensione del fenomeno, l’Organizzazione Mondiale per le Allergie ha puntato l’attenzione sulle strategie per la prevenzione con un lavoro scientifico in tre fasi. Il primo passaggio è la pubblicazione delle linee guida sull’uso dei probiotici nella prevenzione dell’allergia, presentate in occasione del Congresso internazionale “Allergie in età pediatrica: dal mito alla realtà – EBM prevention of pediatric allergy” promosso a Roma il  29 e 30 gennaio. Le altre due tappe riguardano l’elaborazione delle raccomandazionisull’uso dei prebiotici e della vitamina D nella prevenzione delle malattie allergiche. I lavori sono coordinati da Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e da Ruby Pawankar, past-president WAO e professoressa di Allergologia al Dipartimento di Pediatria della Nippon Medical School a Tokyo.

I probiotici sono microrganismi vivi (presenti in molti alimenti comuni, come yogurt o latte fermentato) che possono apportare benefici alla salute quando somministrati in quantità adeguate. In qualità di immuno-modulatori della risposta allergica, nelle nuove linee guida vengono raccomandati - in determinate situazioni - come terapia preventiva delle allergie, soprattutto l’eczema. Le raccomandazioni suggeriscono di considerare l’uso di probiotici in tre categorie di persone: donne in gravidanza ad alto rischio di allergie nei loro figli (- 9% di eczema), donne che allattano bambini ad alto rischio di sviluppare allergie (- 15% di eczema) e bambini ad alto rischio di sviluppare allergie (- 5% di eczema).

Queste raccomandazioni che valgono per la malattia allergica nel suo complesso (anche se formulate soprattutto sulla efficacia dei probiotici nella prevenzione dell’eczema), contengono anche una precisa valutazione dei risparmi ottenibili ricorrendo a questa strategia preventiva: riducendo mediamente del 9% il numero di eczemi, verrebbero risparmiati tra 150 e 300 euro l’anno ogni 100 candidati alla dermatite atopica. La stima è volutamente molto conservativa, perché contiene il costo delle visite ambulatoriali, ma non quello delle terapie né quello della perdita di giornate di scuola dei bimbi e di lavoro dei genitori. E’ quindi concepita per essere usata in sistemi sanitari che erogano il costo della assistenza medica.

 

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