Artrite dei bambini: maggiori possibilità di guarigione grazie a un nuovo trattamento

Risultati sorprendenti sono emersi da uno studio clinico mondiale sui bambini ammalati di artrite idiopatica giovanile sistemica.

Le ricerche hanno infatti evidenziato un rapido e significativo miglioramento fino al raggiungimento della remissione nella metà dei bambini. Tutto questo grazie a un nuovo trattamento biologico.

Lo studio clinico mondiale, ideato e condotto sotto la leadership del dottor De Benedetti dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, grazie al coordinamento di due reti internazionali – PRINTO (Pediatric Rheumatology International Trial  Organization, Genova, Italia) e PRCSG (Pediatric Rheumatology Collaborative Study Group, Cincinnati, Ohio) – coinvolge 42 Centri di Reumatologia Pediatrica di 17 paesi di 4 continenti.

“I risultati dello studio, confermando anni di ricerche, – dice il dottor De Benedetti – mettono a disposizione dei bambini con artrite idiopatica giovanile sistemica una terapia molto efficace; questo permette anche di ridurre drasticamente o addirittura sospendere in più della metà dei bambini il trattamento con cortisone”.

Il nuovo trattamento si basa sull’uso dell’anticorpo monoclonale “tocilizumab”, che inibisce l’attività di interleuchina-6, la molecola dell’infiammazione che è prodotta in grande eccesso nei bambini con l’artrite idiopatica giovanile sistemica.

Come spiega il portale del Bambino Gesù, esistono malattie con artrite cronica (infiammazione duratura delle articolazioni) anche nei bambini. L’artrite idiopatica giovanile sistemica è la forma più grave di artrite cronica in età pediatrica; nella maggior parte dei bambini esordisce tra i 2 e i 6 anni di età. È caratterizzata da febbre elevata quotidiana, eruzioni cutanee e dolori articolari che costringono il bambino a letto. Nella metà dei casi i sintomi e, in particolare, l’artrite possono durare anni, anche fino all’età adulta.

Per la evidente efficacia di questo anticorpo- dimostrata nel corso dello studio – nel ridurre i segni e i sintomi (ad esempio la febbre quotidiana) della malattia, sia la European Medicines Agency sia la Food and Drug Administration degli Stati Uniti hanno dato il via libera in tempi rapidi all’uso del farmaco per la cura dei bambini affetti da questa grave malattia rara. “È evidente che l’efficacia mostrata da questi nuovi trattamenti avrà un impatto straordinario sul futuro di questi bambini” – conclude il dottor De Benedetti.

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