Asma, se i genitori fumano raddoppia il numero dei ricoveri per i bambini

“Prima di prendere in braccio un bambino sarebbe bene cambiarsi, allontanando l’odore del fumo dagli abiti”. È questo il consiglio del dottor Renato Cutrera, direttore unità operativa di broncopneumologia all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, membro della Società italiana malattie respiratorie infantili (Simri). Cutrera, intervistato dall’Agenzia di stampa Ansa ha commentato i risultati di una ricerca, condotta neglia Usa, secondo la quale “se i piccoli soffrono di asma, fumare in loro presenza aumenta di 2,3 volte il rischio di farli ritornare in ospedale con crisi respiratorie, rispetto ai figli dei non fumatori”.

Il dato è stato rilevato nel corso di una indagine condotta su oltre 750 bimbi, da 1 a 16 anni di età, dai medici del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center, pubblicata su Pediatrics.

Nello specifico, i ricercatori hanno valutato i livelli di cotinina, un prodotto del processo di metabolizzazione della nicotina, in campioni di saliva e di sangue dei bambini e calcolato il numero dei ricoveri per sintomi asmatici.

Secondo lo studio, la presenza di cotinina nella saliva è associata ad 2,35 volte di rischio in più di nuovi ricoveri per i sintomi tipici dell’asma e per respiro sibilante. I genitori coinvolti nella ricerca fumavano in macchina o a casa in presenza dei figli.

“I figli dei fumatori si ammalano più spesso e questa ricerca attesta, in modo puntuale, il rischio associato all’asma – ha spiegato all’Ansa Cutrera –. Ma i bambini sono anche più soggetti alle otiti, alle infezioni respiratorie, alle bronchiti e al broncospasmo. Fumare in loro presenza è dannoso così come è dannoso il fumo cosiddetto ‘di terza mano’, che riguarda i particolati del fumo che si annidano negli abiti dei fumatori

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