Bambino Gesù, fra i pazienti uno su dieci è straniero

Ogni anno, circa  un paziente su 10 fra quelli presi in cura dal Bambino Gesù è di origine straniere. Il dato è stato reso noto nel corso del convegno “L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù incontra la comunità musulmana”.  L’evento, che si è svolto il 5 dicembre presso la sede del Gianicolo, aveva lo scopo di approfondire il tema dell’accoglienza dei piccoli di origine non italiana e in particolare al modello assistenziale offerto dal Bambino Gesù per le patologie complesse, con le testimonianze di famiglie e pediatri musulmani.

Molti dei pazienti curati dall’ente pediatrico romano, infatti, provengono da Paesi arabi, o fanno parte della nutrita comunità musulmana presente a Roma e in Italia. Una situazione che richiede attenzioni nuove sia sul piano clinico-assistenziale che sul piano culturale. Proprio per questo motivo la metà mediazioni culturali offerte dall’Opbg è stata in lingua araba. Nello specifico, negli ultimi quattro anni, le richieste di mediazioni in questa lingua sono state oltre 2300 su 4500.

In generale, come è stato rivelato nel corso del convegno, l’assistenza a tale tipologia di pazienti risulta più complessa rispetto alla media ospedaliera e si caratterizza per una durata della degenza media superiore. L’Ospedale offre, tra i vari servizi, una rete di strutture alloggiative a titolo gratuito, che permette di fronteggiare le richieste delle famiglie bisognose.

Il servizio di mediazione culturale accoglie le famiglie straniere indicando di volta in volta la via migliore da seguire per destreggiarsi durante la permanenza in Italia. Per le famiglie di religione musulmana, in particolare, c’è la possibilità di avere vitto personalizzato nei contenuti e nei tempi nonché di accedere al ministro di culto prescelto tramite il Cappellano del’Ospedale.

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