Centro Cardiologico Taormina, intervento d’avanguardia su un bimbo di 6 mesi

Si chiama ablazione con radiofrequenza ed è un’innovativa procedura per trattare la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Questo delicato intervento è stato eseguito per la prima volta in Sicilia presso il Centro Cardiologico Pediatrico Mediterraneo-Bambino Gesù di Taormina.

Ad eseguire la procedura, su un bambino di appena sei mesi, l’équipe composta dai dottori Joseph De Giovanni, Alfredo Di Pino (referente per l’aritmologia) e il primario di cardiologia del CCPM dott. Paolo Guccione (primario di cardiologia del Ccpm).

La cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva è una malattia del muscolo cardiaco responsabile di un elevato numero di decessi durante l’attività sportiva soprattutto nei giovani atleti. Si tratta di un ispessimento delle pareti del cuore che determina una ostruzione nella fase di uscita del sangue verso l’aorta.

Come spiega il portale del Bambino Gesù, esistono numerose circostanze in cui la malattia si manifesta precocemente, spesso nei primi anni di vita. Al CCPM in genere i bambini affetti dalla cardiomiopatia ipertrofica vengono trattati con svariate terapie in un ambulatorio dedicato .

A volte, in determinate situazioni, oltre alla terapia medica, è necessaria anche una terapia chirurgica. In alcuni casi più gravi, come questo del piccolo paziente, si è reso necessario l’intervento, altamente innovativo e alternativo all’intervento chirurgico, quindi meno invasivo, eseguito fino adesso solo al Bambino Gesù di Roma e al CCPM.

Nel dettaglio, la nuova procedura adottata consiste nella ricostruzione tridimensionale basata su segnali elettrici, all’interno della cavità, della zona ispessita del ventricolo sinistro e della successiva erogazione di numerose applicazioni di radiofrequenza attraverso un catetere.

La procedura deve essere seguita da personale con elevate competenze nel campo sia dell’emodinamica, sia dell’elettrofisiologia interventistica, e ciò in particolare perché in questa regione del cuore transita una connessione elettrica importante che non bisogna assolutamente danneggiare. L’intervento, che viene eseguito in anestesia generale e che non necessita quindi di approccio chirurgico -il catetere è infatti inserito attraverso un’arteria periferica- è perfettamente riuscito tanto che, dopo l’operazione, non è stato necessario un ricovero del bambino in terapia intensiva ma semplicemente nel reparto di degenza dove rimarrà solo qualche ora, il tempo del consueto monitoraggio postoperatorio.

“La tecnologia disponibile presso la sala di Emodinamica ed Elettrofisiologia del CCPM – dichiara il dott. Di Pino – consente una ricostruzione elettrica  accurata della superficie interna delle camere cardiache consentendo così di erogare la radiofrequenza su siti sicuri mirando le lesioni esclusivamente alle zone di ispessimento muscolare in modo da evitare un danneggiamento del sistema elettrico del cuore”.

 

 

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