Continuità assistenziale, nuovo accordo del Bambino Gesù con il Policlinico Gemelli

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e il Policlinico Gemelli hanno stipulato una convenzione per garantire continuità assistenziale a pazienti adulti affetti da patologie congenite e patologie complesse insorte in età pediatrica.

Il documento è stato firmato giovedì 20 giugno nella Sala Multimediale del Gemelli. La convenzione riguarda la “transizione” dei pazienti colpiti in particolare da patologie correlate alla cardiologia, alla fibrosi cistica, all’apparato urogenitale e all’endocrinologia. L’accordo prevede la creazione di percorsi clinico-assistenziali specifici attraverso l’interazione di professionisti dell’adulto con équipe di tipo pediatrico. Ai pazienti verranno offerti accompagnamento e cura in un ambiente più appropriato alla loro età.

Alla cerimonia della firma sono intervenuti: il Direttore del Policlinico universitario A. Gemelli, Maurizio Guizzardi; il Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Giuseppe Profiti; il Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, Rocco Bellantone; il Responsabile di Alta specializzazione in Endocrinologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Armando Grossi; il Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiochirurgia del Policlinico Gemelli, Massimo Massetti.

Solo nel 2012 i pazienti maggiorenni seguiti dal Bambino Gesù sono stati oltre 5 mila, tra cui circa 2000 cardiopatici. Un numero pari al 10% del totale dei pazienti presi in carico dall’Ospedale pediatrico.

“L’accordo per la presa in carico di pazienti cronici che diventano adulti – ha detto il Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Giuseppe Profiti - rappresenta una realtà innovativa per l’Italia e permetterà di valorizzare la collaborazione tra le due istituzioni come punto di riferimento e polo di eccellenza per questa popolazione di pazienti in costante crescita. Integrando i percorsi clinici del bambino e dell’adulto, la convenzione consentirà altresì di seguire con maggiore efficacia gli sviluppi della malattia aprendo prospettive importanti per la ricerca”.

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