Dal Bambino Gesù una nuova tecnica per i trapianti di midollo

Un’innovativa procedura di trattamento cellulare, sperimentata con successo al Bambino Gesù, potrebbe fornire risposte importanti per la cura delle leucemie acute e dei tumori del sangue.

Il trattamento, già testato su 50 pazienti, rende sicuro – in mancanza di un donatore completamente compatibile – il trapianto di cellule staminali da uno dei due genitori.

La ricerca dell’Ente pediatrico romano, che è stata condotta a punto dall’equipe del professor Franco Locatelli (responsabile di Onco-ematologia pediatrica e Medicina Trasfusionale) è stata selezionata dalla Società Americana di Ematologia (American Society of Hematology, ASH) tra oltre due mila contributi ricevuti da tutto il mondo e presentato per la prima volta al Congresso di New Orleans.

Il trapianto di cellule staminali del sangue – spiega un comunicato dell’Opbg – è una terapia “di comprovata efficacia e, addirittura, salvavita per un elevato numero di pazienti pediatrici affetti da leucemia o da altri tumori del sangue, così come per bambini che nascono senza adeguate difese del sistema immunitario o con un’incapacità a formare adeguatamente i globuli rossi (malattia talassemica)”.

Per tanti anni, l’unico donatore impiegato è stato un fratello o una sorella immunogeneticamente compatibile con il paziente. Tuttavia, la possibilità che due fratelli siano identici tra loro è solamente del 25%. Secondo le indagini condotte, esiste un 30-40% di pazienti che non trovano un donatore idoneo o che hanno un’urgenza di essere avviati al trapianto.

Lo studio del Bambino Gesù, come detto, potrebbe rappresentare una risposta a questo problema medico irrisolto. Infatti, i ricercatori hanno sviluppato un approccio che permette di eliminare selettivamente le cellule del donatore che aggrediscono i tessuti del ricevente (linfociti T che portano sulla loro superficie le catene alfa e beta del recettore antigenico).

In questo modo lasciando, in ciò che si andrà a iniettare nel paziente, oltre alle cellule staminali, vengono lasciati intatti anche altri elementi in grado di proteggere adeguatamente i bambini trapiantati dal rischio di infezioni e dal rischio di ricrescita delle cellule tumorali. I risultati relativi ai primi 50 pazienti pediatrici con una leucemia acuta sottoposti a questo tipo innovativo di trapianto sono particolarmente buoni, con una probabilità di cura che sfiora l’80%.

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