Disturbi del respiro durante il sonno, i consigli dell’esperto

Solo nell’ultimo anno, sono 600 i piccoli pazienti che si sono rivolti all’Ospedale Bambino Gesù per disturbi del respiro nel sonno. Come spiega l’Ente pediatrico romano in un comunicato, un bambino su 5 russa.

Tre su cento, invece, soffrono di apnee notturne. Si tratta di un problema che può predisporre  al diabete e all’arterosclerosi e che in alcuni casi può richiedere anche un intervento chirurgica. Numerosi studi scientifici hanno provato anche la relazione tra apnee e sindrome metabolica, con bambini predisposti a obesità, diabete e a persistenti infiammazioni delle vie aeree.

“Per molti anni – spiega Giovanni De Vincentiis dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – la medicina ha studiato con attenzione soprattutto i problemi legati al russamento notturno nell’età adulta, ritenendo erroneamente che le conseguenze negative delle difficoltà del respiro fossero appannaggio soprattutto di quella fascia di età. È stato necessario comprendere che la manifestazione della malattia era profondamente differente nel bambino rispetto all’adulto. L’adulto che dorme male la notte è sonnolento nel corso della giornata, viceversa il bambino testimonia la mancanza di riposo notturno con iperagitazione. Da quel momento si è cominciato a considerare con estrema attenzione i problemi correlati al russamento abituale e alle apnee notturne in età pediatrica”.

Secondo l’esperto, bisogna prestare molta attenzione ai segnali: il russamento costante notte dopo notte, incubi, fare la pipì a letto, iperattività durante il giorno o disattenzione a scuola possono essere indicatori di problemi del respiro che non vanno trascurati o sottovalutati. Il secondo passo è programmare una visita con lo specialista (otorino, broncopneumologo) per indagare le cause del disturbo e per definire la terapia più idonea.

I disturbi del respiro nel sonno hanno un impatto negativo sul rendimento scolastico, sull’atteggiamento relazionale e sul comportamento del bambino. “La fase di sonno profondo è estremamente importante per lo sviluppo del bambino – sottolinea De Vincentiis – la fatica continuativa a cui i piccoli con questi disturbi sono sottoposti, li espone a futuri problemi. Multifattoriale la genesi del problema, multidisciplinare deve essere pertanto la terapia, con il concorso di più specialità, sia mediche che chirurgiche: dall’otorinolaringoiatria all’ortodonzia, dalla chirurgia maxillo-facciale alla broncopneumologia, senza dimenticare la radiologia, la pediatria, la logopedia”.

Oltre al russamento semplice e alle apnee, fra i disturbi del respiro nel sonno nei bambini, si inseriscono, anche il russamento abituale, la sindrome delle aumentate resistenze respiratorie (UARS) e l’ipoventilazione ostruttiva. A tutte queste problematiche è dedicata la relazione ufficiale – coordinata da Giovanni De Vincentiis, Otorinolaringoiatria, Bambino Gesù – che verrà presentata al Congresso della Società Italiana di Otorinolaringoiatria Pediatrica in programma ad Alba (Cuneo) dal 12 al 14 settembre 2013.

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