È vero che esiste un collegamento tra microbiota intestinale e cervello?

La parola “microbiota” racchiude le migliaia di miliardi di microbi che abitano il corpo umano e che vivono principalmente nell’intestino, dove ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ma recenti ricerche sul microbiota hanno dimostrato che la sua influenza va ben oltre l’intestino e arriva addirittura al cervello grazie alla quantità e alla qualità dei batteri che vivono nel nostro tubo digerente.

Sistema nervoso e intestino

È ormai chiaro che la tensione emotiva può alterare la microflora intestinale, così come si è dimostrato anche il fenomeno contrario, ovvero che l’alterazione della flora batterica può favorire lo sviluppo di infiammazione intestinale che provoca ripercussioni a carico del sistema nervoso.

Effetti dei probiotici

Il collegamento tra cervello e intestino sembra essere dovuto soprattutto agli ormoni dello stress, primo fra tutti il cortisolo, e alle catecolamine, sostanze come l’adrenalina e la noradrenalina. Recenti ricerche condotte sia sugli animali che sugli uomini hanno infatti dimostrano che la somministrazione di probiotici è in grado di ridurre l’ansia e innalzare la soglia del dolore.

Disturbi psichiatrici e neurologici

Il microbiota intestinale sembra quindi contribuire in modo molto attivo al mantenimento della funzionalità cerebrale, ma non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di più seri disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui ansia, depressione e autismo. Altri ricercatori stanno esplorando la possibilità che il microbiota abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.

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