Epilessia, cos’è e come trattarla

L’epilessia è una malattia caratterizzata dal ripetersi di crisi epilettiche e dalle conseguenze sul piano sociale che esse provocano. Ne soffre l’1% circa della popolazione e le crisi si manifestano in molteplici modi diversi. Tale variabilità è legata a diversi fattori, tra cui i due principali sono:

  • l’età, perché il bambino, che ha un cervello ancora “immaturo”, presenta crisi diverse dall’adulto
  • la zona del cervello che dà origine alla crisi

Alla base della malattia c’è una scarica elettrica abnorme dei neuroni di una zona cerebrale più o meno vasta. Se la crisi interessa solo un’area ristretta di un emisfero cerebrale parliamo di crisi “parziale” o “focale”, se invece interessa contemporaneamente ambedue gli emisferi allora parliamo di crisi “generalizzata”.

Come diagnosticare l’epilessia?

Cardine della diagnosi e di una corretta terapia è l’Elettroencefalogramma, esame con cui si registra l’attività elettrica cerebrale e che permette di evidenziare eventuali anomalie dell’attività elettrica cerebrale, aiutando nell’identificazione del tipo di crisi di cui soffre il paziente. Gli esami radiologici come la TAC e la Risonanza Magnetica, permettono in molti casi di capire qual è la causa dell’epilessia in quanto sono in grado di evidenziare la natura e la sede della lesione cerebrale.

Un approccio multidisciplinare per la cura

Le terapie farmacologiche hanno alcuni inevitabili effetti collaterali, primo fra tutti l’induzione di sonnolenza che nei bambini può venire a incidere sull’attenzione e quindi sull’apprendimento scolastico. A causa del suo impatto sociale l’epilessia è una malattia che necessita di un approccio neurologico, ma anche pediatrico e psicologico.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*