Glaucoma congenito, i consigli degli esperti del Bambino Gesù

Il glaucoma congenito è una patologia per cui l’occhio può apparire di dimensioni più grandi e presentare quasi sempre diversi gradi d’opacità a livello corneale. Il mancato controllo della pressione oculare è alla base della disfunzione; in particolare il mancato sincronismo tra gli organi responsabili della produzione d’umore acqueo e del suo riassorbimento può provocare la sintomatologia evidenziata.

Nel feto le strutture dell’angolo irido-corneale sono coperte da una membrana che si estende tra la cornea e l’iride e che deve essere riassorbita col tempo. Se ciò non accade viene impedito il normale riassorbimento dell’umore acqueo.

L’oculista deve perciò intervenire per tempo e prescrivere immediatamente una terapia che può variare dalla semplice instillazione di gocce, fino alla chirurgia precoce. Le varie tecniche chirurgiche vengono scelte con una scala di efficacia proporzionale al livello della malformazione anatomica.

Alla scelta più appropriata concorrono diversi fattori che vanno dall’impossibilità di visualizzare correttamente la struttura dell’occhio a causa dell’opacità della cornea, alla volontà di rispettarne il più possibile l’anatomia.

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