I 25 anni della Giornata Mondiale dei diritti dei bambini

Oggi, 20 novembre, la Giornata Mondiale per i diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza compie 25 anni. Il trattato internazionale sui diritti umani più ratificato della storia ci ricorda, attraverso la celebrazione di eventi in tutti il mondo, l’importanza del diritto ad un’infanzia serena: un diritto che ancora oggi purtroppo non è concesso a tantissimi bambini.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha fatto suoi i concetti della Carta dei Diritti del Bambino, regolando su questi l’intero funzionamento e regolamento della struttura: dalla formazione del personale alle tecnologie utilizzate ad hoc per i suoi pazienti fino all’approccio clinico mirato a rendere il meno dolorosa e traumatica possibile l’esperienza della malattia.

Tra le iniziative più recenti destinate ai bambini e alle loro famiglie, l‘inaugurazione di una nuova casa nel Villaggio SOS di Roma e la campagna Ospedale senza dolore mirata a raccogliere fondi per l’acquisto di una nuova Tac per la sede di Palidoro che accorcia e velocizza i tempi di osservazione e alla sensibilizzazione sul tema del dolore in età pediatrica.

In particolare l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è stato tra i primi promotori in Italia dell’accreditamento tra pari in tema di diritti dell’infanzia, ma soprattutto della Carta dei diritti dei bambini in ospedale.

In 10 articoli questa Carta dei diritti spiega la filosofia del Bambino Gesù nell’approccio con i suoi piccoli pazienti:

Articolo 1 
Il  bambino ha diritto, fin  dal  concepimento, al  massimo grado  raggiungibile di  salute  con  il  migliore  livello di assistenza possibile; ha diritto ad essere assistito  in modo globale.
Tutto il personale dell’Ospedale Bambino Gesù oltre a ‘’curare”,  si “prende cura” del piccolo malato e della  sua famiglia, unendo agli  aspetti  specifici dell’assistenza ospedaliera la carità  amorevole, quotidianamente  ridestata dal  mistero  della  sofferenza nel bambino. L’ospedale garantisce che il bambino resti ricoverato per il minor tempo possibile, compatibilmente con  il  tipo  di  patologia e solo se  non è possibile far fronte in altro modo alle sue esigenze assistenziali,  favorendo  pertanto l’Assistenza Domiciliare, il Day Hospital e il Day Surgery.

Esso si impegna inoltre ad aggiornare costantemente le proprie competenze professionali al fine di raggiungere uno sviluppo scientifico e tecnico di eccellenza.

Articolo 2  
Il  bambino ha  diritto alla continuità delle cure. L’ospedale assicura la  presa in carico del paziente da parte di  una equipe medica  referente, che segue  il paziente nel percorso interno all’ospedale e dopo la dimissione. L’ospedale  promuove e mantiene rapporti  di collaborazione con la famiglia e le strutture del territorio, al fine di garantire la continuità terapeutica, in particolare per i bambini con malattie croniche o che necessitano di riabilitazione. Il personale si impegna affinché il bambino e la sua famiglia acquisiscano le conoscenze e le capacità necessarie per la gestione il più possibile autonoma della malattia.

Articolo 3 
Il  bambino ha diritto, durante  il ricovero, ad avere accanto i propri genitori o qualcuno che  ne  faccia  le  veci. L’ospedale Bambino Gesù si impegna a promuovere il contatto diretto e continuativo madre-neonato, al fine di favorirne il  reciproco attaccamento. L’ospedale garantisce sempre la possibilità  di permanenza di  un familiare o di un’altra figura di riferimento, anche in reparti di cura intensiva e nelle situazioni assistenziali in cui si prevedono interventi invasivi, compatibilmente con le esigenze cliniche e organizzative. Nel caso in cui il bambino si trovi in una situazione di abbandono, o di difficoltà del nucleo familiare, sono disponibili operatori che permettono al bambino di mantenere relazioni umane significative.

Articolo 4 
Il  bambino ha  diritto  alla  tutela  del  proprio sviluppo  fisico, psichico e relazionale  anche  nei casi  in cui  necessiti di isolamento. In caso di ricovero prolungato, l’ospedale garantisce la continuità del  percorso educativo-scolastico.
Aree di gioco dedicate ai bambini ricoverati ed i loro fratelli sono messe a disposizione nell’ospedale. È consentito al  bambino  ricoverato  di  tenere con sé  i  propri  giochi, il vestiario e qualsiasi altro oggetto da lui  desiderato, se questi  non  rappresentano  un pericolo o un  ostacolo per il suo  o altrui  programma di cure.

Articolo 5 
Il bambino ha  il diritto di essere considerato una persona, di essere trattato con  sensibilità  e  comprensione e  ha diritto  al rispetto della sua  privacy. Tutto il personale sanitario dell’ospedale si impegna ad identificare il bambino con il suo nome  e a rispettarne l’identità culturale  e la  fede  religiosa. L’approccio nei confronti del paziente è personalizzato, riservando uno spazio di attenzione adeguato  alle  esigenze  del  bambino  ed  a  quelle dei familiari. L’ospedale si impegna a creare le condizioni atte a garantire il rispetto del  pudore e della  riservatezza  del bambino e della sua  famiglia.

Articolo 6
I  bambini ed i genitori hanno  il diritto di essere informati in maniera appropriata, in relazione all’età ed al grado di comprensione. Il personale informa genitori e bambini sulle condizioni di salute e sulle procedure cui il bambino verrà sottoposto con linguaggio comprensibile ed adeguato al suo sviluppo ed alla sua maturazione. Ciò comporta l’utilizzo di spazi, tempi, modalità e strumenti comunicativi idonei ai singoli casi, ricorrendo anche alle immagini, ai disegni, alla narrazione e al gioco. Per le persone straniere, con scarsa conoscenza della lingua italiana, l’ospedale attiva rapporti con servizi di interpretariato o mediatori  culturali.

Articolo 7 
Il  bambino ha diritto di essere coinvolto nelle decisioni diagnostiche e terapeutiche che lo riguardano. Un assenso/dissenso progressivamente consapevoli in rapporto alla maturazione del bambino andranno sempre promossi e ricercati anche e soprattutto attraverso le relazioni familiari. La sperimentazione sul minore può essere effettuata solo se non esiste la possibilità di perseguire analoghi  risultati su soggetti di maggiore età né una cura alternativa migliore; essa è sempre vincolata al consenso di  chi esercita la potestà genitoriale.

Articolo 8
Il  bambino ha diritto di essere sottoposto agli interventi diagnostico-terapeutici  meno invasivi e  dolorosi. Gli operatori dell’ospedale prestano un’attenzione particolare alla sofferenza  del  bambino, anche se  inespressa, testimoniando  la  propria Fede e  unendo alla  propria  professionalità una partecipazione amorevole. Tutto il personale è dedicato a fornire un supporto umano al  bambino ed ai suoi familiari  per prevenire l’insorgenza del dolore, ridurre al minimo la  sua percezione e mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari a contenere situazioni di paura, ansia e stress.

Articolo 9

Il bambino deve essere  protetto da ogni forma di violenza, abbandono e negligenza fisica  e morale. L’ospedale mantiene, durante e dopo il ricovero, il segreto professionale. Ove necessario, segnala  ai Servizi  preposti alla tutela del minore ogni negligenza o abuso psico-fisico e/o morale  sul bambino  o situazioni a rischio. Inoltre, esso garantisce una stretta collaborazione con i familiari, i servizi sociali territoriali, le strutture  religiose, al fine di offrire sostegno al bambino bisognoso.

Articolo 10
Il bambino ha diritto di essere assistito sempre, di mantenere dignità e ricevere rispetto anche  negli  stadi  terminali della malattia ed in caso di morte. Il personale sanitario dell’ospedale è dedicato a difendere la vita  sempre, ad offrire cure che allevino il dolore nella fase terminale della  vita e a non accanirsi con diagnostiche e terapie vane. Durante la fase terminale della vita il bambino ha  diritto di  essere  assistito  e  accompagnato, insieme alla famiglia, da medici, infermieri, religiosi e  psicologi che sappiano unire alle cure  una  intensa  partecipazione umana, di  fede e di  preghiera.

 

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