I disturbi del linguaggio

I problemi del linguaggio sono i disturbi neuropsichici più frequenti tra i 2 e 6 anni.

Come spiegano il dottor Luigi Marotta e la dottoressa Deny Menghini, sul portale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, “la definizione di disturbo del linguaggio in età evolutiva è utilizzata per descrivere quadri clinici molto eterogenei, in cui le difficoltà linguistiche possono manifestarsi isolatamente oppure in associazione con altre condizioni patologiche, come deficit neuromotori, sensoriali, cognitivi e relazionali”.

Nel primo caso si parla di “Disturbi specifici del linguaggio” (DSL), ovvero ritardi o disordini del linguaggio “relativamente puri”, che non dipendono da deficit sensoriali o neurologici o da disabilità intellettiva. Nel secondo caso i disturbi del linguaggio sono detti “secondari” o “associati” ad un disordine primario.

“E’ molto importante – dicono i dottori del Bambin Gesù – seguire lo sviluppo del linguaggio del bambino precocemente e monitorare anche in fase scolare la sua evoluzione”.
Generalmente intorno ai 24 mesi il bambino dovrebbe possedere già un vocabolario di circa 100 parole e inizia a formare le prime frasi (combinazioni di due parole, spesso associate a un gesto indicativo o simbolico).

L’età di tre anni costituisce una sorta di spartiacque tra i bambini cosiddetti “parlatori tardivi” e i bambini con un probabile DSL. La presenza di una produzione ancora non adeguata secondo i parametri sopracitati dovrà necessariamente essere valutata da un’attenta visita medico specialistica.

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