Il Bambino Gesù sarà centro di riferimento di terzo livello per lo screening uditivo del Lazio

Uno screening uditivo neonatale universale per individuare e prevenire eventuali problematiche.

La Regione Lazio ha appena varato questa iniziativa ed ha individuato come centro di riferimento di terzo livello l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, insieme al Policlinico Umberto I e al Policlinico Agostino Gemelli.

Obiettivo del programma è quello di prevenire problemi all’udito che possono portare a problemi del linguaggio e al sordomutismo.

Il percorso di screening appena avviato si articola su tre livelli: un primo livello, presso il Punto Nascita, dove viene effettuata una prima selezione mediante lo studio delle otoemissioni acustiche (suoni generati dalla coclea, la cui presenza testimonia lo stato di buona funzionalità dell’orecchio interno); un secondo livello, presso il Centro Audiologico, in cui viene confermata la diagnosi mediante A-ABR (Automatic Auditory Brainstem Responses, un esame che studia le risposte elettriche del nervo acustico in seguito all’attività cocleare conseguente a stimoli acustici ) e un terzo livello, presso il Centro Audio-Otologico pediatrico di riferimento, dove vengono effettuati l’approfondimento diagnostico, il trattamento (protesico/chirurgico/riabilitativo) e il follow-up del neonato sordo, cioè la sua complessiva presa in carico.

Le linee guida dello screening uditivo nella regione Lazio prevedono anche una rete di collegamento tra i punti nascita, i centri Audiologici e i centri Audio-Otologici di riferimento. Il Bambino Gesù, con il centro diagnostico della sede del Gianicolo, che registra 2000 day hospital all’anno, e il centro chirurgico e riabilitativo di Palidoro, è stato individuato come centro di riferimento di III livello,  insieme al Policlinico Umberto I e al Policlinico Agostino Gemelli.

Nel programma di screening uditivo è stata anche prevista ed affidata ai centri di riferimento una attenta formazione degli operatori sanitari (infermieri neonatologi, pediatri di base ecc. ). Infine, molta attenzione è stata dedicata  alle modalità di comunicazione dell’esito degli esami ai genitori al fine di evitare ansie e falsi allarmismi da un lato ovvero per supportarli nel percorso di approfondimento diagnostico e nel trattamento riabilitativo dall’altro.

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