Il successo della settima edizione di “Giornate di Aggiornamento Pediatrico”

Un successo decretato dal pubblico e dagli organizzatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la settima edizione “Giornate di Aggiornamento Pediatrico” terminate lo scorso dicembre.

Per la prima volta quest’anno sono state organizzate anche delle esercitazioni pratiche a margine delle lezioni in aula, durante le quali i pediatri di famiglia sono entrati direttamente nei reparti, nei laboratori e nelle sale operatorie del Bambino Gesù, toccando con mano le procedure e le criticità di un ospedale che prende in cura pazienti gravemente disabili e ad alta complessità.

Una modalità di apprendimento che è piaciuta molto non solo ai pediatri di famiglia, ma anche alle associazioni dei genitori che vedono in questo confronto la possibilità di un aiuto diretto sul Territorio, soprattutto nella cura dei bambini con disabilità.

“Quello che ci ha piacevolmente sorpresi – commenta il dott. Andrea Campana, responsabile della Pediatria Multispecialistica di Palidoro e Direttore Scientifico del corso – è la gioia di molti genitori di incontrare il proprio pediatra nei corridoi dell’Ospedale, cosa che li rassicura non poco al momento della dimissione. Oltre a questo ribadisco l’importanza di questi incontri per i pediatri di famiglia i quali, a differenza dei medici ospedalieri, non hanno la possibilità di confrontarsi quotidianamente con altri colleghi”.

Pur con delle sostanziali novità, anche la successiva edizione avrà un format simile, con lezioni in aula ed esercitazioni pratiche, come ha commentato il dottor Campana: “Verranno trattati moltissimi temi della pediatria, naturalmente con un occhio di riguardo alla disabilità e all’approccio al dolore nel bambino; si parlerà però anche di bullismo e delle moderne problematiche correlate. Inoltre approfondiremo anche i temi legati alla cura del neonato e del lattante. Ma sarà anche l’occasione per fare il punto, insieme ai rappresentanti degli enti locali del territorio, su quanto fatto finora per lo sviluppo di una rete territoriale di assistenza, che possa divenire un modello esportabile anche altrove».

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