Impariamo a riconoscere i diversi probiotici

Il Lactobacillus Casei Shirota è particolarmente indicato per “supportare” il sistema immunitario intestinale, quindi è ottimo nel periodo invernale, per alcune settimane in caso di disturbi intestinali o in corso di terapia antibiotica. Ha inoltre la capacità di facilitare l’eliminazione di tossine intestinali prodotte dal processo digestivo, aumenta i livelli circolanti di immunoglobuline A (IgA) in corso di diarrea infettiva e riduce l’incidenza e la durata degli episodi diarroici.

Il Lactobacillus rhamnosus GG sembra più efficace per contrastare le infezioni da rotavirus, responsabile di numerose forme di gastroenterite specialmente nel bambino. Ottimo per le manifestazioni da dermatite atopica.

Il Lactobacillus Reuterii, è utile per le dissenterie di origine virale, ma secondo alcuni recenti studi potrebbe essere d’aiuto per alleviare le coliche gassose nel neonato. Produce batteriocine e sostanze con attività antimicrobica come la reuterina. Crea un biofilm protettivo che migliora la funzione di barriera enterica, decrementando la permeabilità locale. Esso, inoltre, riduce la diarrea acuta infettiva da rotavirus, sembra essere utile nel trattamento dell’intestino irritabile, nell’infezione da Helicobacter Pylori, nella dermatite atopica e nell’ipersensibilità alle proteine del latte vaccino.

Il Lactobaillus Casei infantis, specifico per bambini, oppure il Johnsonii, possono essere utili in particolare se il bambino soffre di stipsi.

Il Saccharomyces boulardi sembra prevenire efficacemente la diarrea associata all’uso di antibiotici potrebbe ostacolare la comparsa di colite pseudomembranosa.

Il Lactobacillus acidophilus agisce soprattutto nella parte terminale del piccolo intestino e nel colon, producendo acido lattico, come prodotto prevalente del processo di fermentazione e numerose batteriocine.

Il Lactobacillus salivarius è un eccellente modulatore della flogosi e risulterebbe molto utile in tutte le patologie caratterizzate da una notevole componente infiammatoria, come le malattie gastroenteriche.

Il Bifidobacterium bifidum aiuta a limitare la colonizzazione da parte di batteri opportunistici, aumenta l’efficienza del sistema digestivo, influisce sull’immunoregolazione, sul metabolismo dei lipidi.

Il Bifidobacterium longum, rappresentando uno dei più importanti abitanti dell’intestino umano, protegge contro le infezioni da agenti patogeni, combatte la formazione dei gas intestinali, aiuta la funzionalità enterica, stimola il sistema immunitario.

Nel trattamento dei disturbi enterici, quali colon irritabile, diverticolite e morbo di Crohn, i più interessanti benefici clinici sembrano provenire dai Bifidobacterium lactis e Bifidobacterium bifidum. Coadiuvanti nel trattamento o nella prevenzione delle vaginosi batteriche, vaginiti ed infezioni delle base vie urinarie ed ancora utili per ristabilire l’equilibrio della microflora vaginale sono il Lactobacillus rhamnosus ed il Lactobacillus reuteri. 

Il Saccharomyces Cerevisiae sub. boulardi e l’Entrococcus faecium sembrano utili, in associazione, per il ripristino del delicato ecosistema intestinale in corso di terapia antibiotica, candidosi o diarrea.

L’associazione del Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus fermentum, Lactobacillus plantarum e Lactobacillus salivarius sembra indicata in corso di candidosi vaginale, infezioni croniche o recidivanti del tratto genito-urinario maschile o femminile, in corso di intolleranze alimentari o di infezioni gastriche da Helicobacter Pylori.

Il Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus rhamnosus, il Lactobacillus plantarum, il Bifidobacterium lactis e lo Streptococcus thermophilus, si rinvengono, di frequente, in combinazione, in preparati farmaceutici per il riequilibrio della flora batterica intestinale, per il trattamento delle intolleranze alimentari, in caso di stati di stress prolungato, squilibri nutrizionali, disturbi intestinali, infezioni delle vie urinarie, candidosi ed allergie alimentari.

Studi scientifici hanno trovato cooperatività d’azione tra altre diverse specie di Lactobacillus, in particolare, il Lactobacillus acidophilus, il Lactobacillus paracasei ed il Lactobacillus rhamnosus, nell’incrementare i livelli di colesterolo HDL, nell’indurre una risposta immunitaria equilibrata, nel ridurre i marcatori di infiammazione.

Allo stesso modo, sono stati trovati legami tra le differenti specie di Bifidobacterium, nello specifico, il Bifidobacterium lactis, il Bifidobacterium bifidum ed il Bifidobacterium longum ed un miglior controllo dei livelli di zucchero nel sangue, una diminuzione dello stato di flogosi a livello epatico ed un ridotto tasso di danni a carico del DNA. Queste attività sono, però, ancora oggetto di numerose controversie scientifiche ed ancora non possono essere annoverate fra quelle effettivamente dimostrate.

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