Influenza, in arrivo il picco: ultimi giorni per una vaccinazione efficace


Ultimi giorni di tempo per praticare con efficacia il vaccino antinfluenzale. È in arrivo, infatti, il picco dell’influenza che quest’anno avrà maggiore virulenza e dovrebbe interessare un numero maggiore di persone della popolazione perché sono presenti tre differenti ceppi.

Oltre all’ormai famoso virus H1N1 – spiegano gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – stanno colpendo in Italia il virus B e, più lievemente, il virus AH3N2. Pochi accorgimenti permettono di non correre inutili rischi, assicura il portale del Bambino Gesu’, fra questi: monitorare l’andamento della malattia, ricorso al pediatra curante in caso di sintomi importanti e vaccinazione per i soggetti a rischio (cardiopatici, pneumopatici, pazienti affetti da fibrosi cistica e diabete).

Come detto in precedenza, l’influenza si sta dimostrando più impegnativa rispetto agli ultimi 2 anni e interesserà oltre il 30% dei bambini e più del 10% degli adulti. I sintomi sono rappresentati dalla febbre, che può essere elevata (superiore a 38°C) per 3-5 giorni rispondendo poco alla terapia antipiretica, dolori osteo-muscolari, mal di testa oltre al raffreddore e ai sintomi respiratori di alte e basse vie aeree.

È importante consultare il medico in caso di sintomi importanti o che persistono troppo a lungo (oltre i 5 giorni). Si è contagiosi dal momento in cui si contrae il virus e fino a 5-7 giorni dalla scomparsa dei sintomi. Per limitare il contagio è utile lavare spesso le mani, coprire la bocca in caso di tosse e starnuti, usare fazzoletti di carta usa e getta, usare mascherine se esposti a contatto con altre persone non malate.

“Una precisazione da sottolineare – raccomanda il professor Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive del Bambino Gesù e vicepresidente della Società Italiana di pediatria – è che tutti coloro che hanno un figlio con una malattia quale le cardiopatie, le pneumopatie, il diabete, la fibrosi cistica vaccinino il proprio figlio proprio per evitare la possibilità che contragga l’influenza. Si tratta di categorie a rischio per le quali una semplice influenza può diventare una malattia di particolare rilevanza”.

“Per tutti i bambini in buona salute – conclude Villani – è sufficiente fronteggiare i sintomi avvalendosi del consiglio del proprio pediatra, somministrare farmaci per la febbre e tenere le vie respiratorie il più libere possibile. Insomma i tipici comportamenti che i genitori di bambini ormai non più piccoli conoscono molto bene”.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*