La storia a lieto fine di Marzia e Lorenzo, grazie al trapianto di cellule staminali

La storia di Marzia e di suo figlio Lorenzo è una grande testimonianza di coraggio e amore. Una storia che, anche grazie all’aiuto dei ricercatori e dello staff dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha dato speranza a due vite.

La prima è quella di Lorenzo,quattro mesi quando gli viene diagnosticato un Immunodeficienza Grave Combinata. L’altra è quelle di Marzia, legata da un filo sottile a quella del piccolo. Lorenzo ha una brutta polmonite, e nel suo stato non può aggravarsi e il rischio di contrarre infezioni è elevato. La soluzione è un trapianto di midollo nuovo, ma le liste di attesa sono lunghissime, troppo per la precarietà delle sue condizioni.

I medici del Bambino Gesù allora propongono a Marzia una nuova cura, messa a punto per la prima volta dai ricercatori dell’Ospedale: il trapianto attraverso le cellule staminali che permette di operare anche senza un donatore compatibile, prelevando il sangue dal genitore. Marzia ha deciso di affidarsi alle cure dello staff medico, nonostante la paura e l’apprensione verso una tecnica di manipolazione nuova, a lei totalmente sconosciuta: si deve fare spazio nel midollo di Lorenzo per lasciare che nuove cellule ne generino uno funzionante, in grado di proteggerlo dalle malattie che possono essergli fatali.

Oggi Lorenzo può corre e sbucciarsi un ginocchio senza problemi, come tutti i bambini: può vivere serenamente e, appena ha cominciato a parlare, il primo “grazie” lo ha detto ai medici che lo hanno salvato.

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