La terapia dell’accoglienza

Presentata nel corso della Giornata mondiale del malato (l’11 febbraio), la “terapia dell’accoglienza” del Bambino Gesù si sviluppa in una serie di servizi che hanno l’obiettivo di rispondere ai bisogni di salute dei piccoli pazienti, anche attraverso la cura delle famiglie.

Tra le novità messe in campo ci sono gli “angeli custodi”: personale addetto ad accompagnare i genitori dal momento dell’ingresso in ospedale e, esigenza dopo esigenza, lungo tutto il percorso sino al rientro a casa. Ci sono poi la “front line”, con i punti di informazione in tutte le sedi dell’ospedale, e l’accoglienza alloggiativa gratuita (nelle oltre 100 stanze disponibili ogni giorno in case famiglia o in albergo.

E ancora: l’accoglienza “red carpet”, dedicata ai casi più delicati provenienti dalle sedi del Bambino Gesù di Sicilia, Basilicata e Calabria, la mediazione culturale per le famiglie straniere (con attività di call center, sportello utenti e consulenza amministrativa in 90 lingue); il servizio sociale in collegamento con gli assistenti sociali e le parrocchie; il rapporto quotidiano con le 76 associazioni di genitori e di volontariato attive in ospedale; la scuola in ospedale che assicura istruzione di ogni ordine e grado a migliaia di bambini ricoverati e le tante iniziative delle ludoteche: dal “Kids Kicking Cancer” ai clown “dottor Sorriso”.

“Questo complesso di spazi dedicati, attività e servizi – sottolinea Lucia Celesti, responsabile dell’Accoglienza e dei Servizi per le famiglie – è diventato parte integrante del processo terapeutico e oggi, per struttura, ricchezza e complessità dell’offerta, rappresenta un unicum nel panorama sanitario italiano”.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca scientifica e la cura di bambini e ragazzi assicura oltre 1.100.000 prestazioni ambulatoriali e circa 25.000 ricoveri l’anno, mentre il Dipartimento di Emergenza e Accettazione registra più di 63.000 visite annue. Il 40% dei piccoli pazienti in cura al Bambino Gesù per le patologie più complesse proviene da fuori regione e dall’estero. In particolare, nel 2012, i bimbi stranieri assistiti sono stati quasi 5.000 per un totale di oltre 10.000 ricoveri.

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