L’allergia alimentare

L’allergia alimentare è una risposta anomala del sistema immunitario, scatenata dal contatto con un cibo che comunemente viene assunto senza problemi.

Potete trovare molte informazioni su questo argomento, sul portale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Potenzialmente qualunque alimento è in grado di indurre allergia. Se il bambino nasce con una forte predisposizione familiare allergica, le proteine contenute negli alimenti più frequentemente assunti dalla mamma che allatta o dal bambino con le pappe (come ad esempio il latte di mucca, le uova, il pesce, il pomodoro, il grano) possono sensibilizzare il bambino e provocare reazioni allergiche.

Come spiegano i medici del Bambino Gesù, nella maggior parte dei casi le reazioni sono immediate: da pochi minuti a due ore circa dal pasto che contiene le proteine allergizzanti. Le prime manifestazioni di allergia alimentare sono quelle a carico dell’apparato digerente (vomito, dolori addominali o dissenteria).

La diagnosi si basa anzitutto su una storia clinica accurata e su un altrettanto accurato esame obiettivo del bambino. Per confermare il sospetto di allergia nei confronti dell’alimento considerato, la prima cosa da fare è quella di praticare le prove cutanee con il metodo della puntura della pelle con lancetta (prick test).

La prova decisiva per dimostrare che l’alimento è effettivamente la causa dei sintomi, è la sua esclusione dalla dieta: la dieta di eliminazione di uno o più cibi viene praticata per un massimo di 3 settimane.

Al termine di questo periodo, se i sintomi sono ancora presenti dobbiamo necessariamente concludere che gli alimenti “esclusi” non hanno nulla a che vedere con i disturbi che stiamo cercando di diagnosticare. Occorrerà quindi modificare la dieta di esclusione oppure cercare una causa non alimentare dei disturbi.

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