L’avatar pediatrico del Bambino Gesù riceve il “Best Exhibit Award”

Il progetto europeo per realizzare l’avatar completo dell’essere umano è stato premiato col “Best Exhibit Award 2013″. MD-Paedegree (questo il nome del progetto) è coordinato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e vuole creare una sorta di paziente virtuale che permetta di sperimentare terapie, interventi e e prevedere l’andamento della malattia.

“Sono convinto che questo progetto innovativo aprirà nuove prospettive per la ricerca pediatrica e porterà a un futuro in cui la sanità pediatrica sarà più efficace, più personalizzata, e ancora più conveniente” ha commentato il professor Bruno Dallapiccola, coordinatore del progetto e Direttore scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Il riconoscimento è stato assegnato nel corso dell’ICT 2013 Create, Connect, Grow, la fiera dedicata alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione promossa dalla Commissione Europea. L’evento si è svolto dal 6 all’8 novembre a Vilnius (Lituania) con l’obiettivo di porre in rilievo l’integrazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei tre pilastri principali (l’eccellenza scientifica, la leadership industriale e le sfide sociali) di Horizon 2020 (il nuovo Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione 2014-2020).

L’MD-Paedegree, che dovrebbe essere portato a termine nei prossimi 4 anni, rappresenta la combinazione delle più recenti scoperte nel campo della medicina, della genetica, della modellistica applicata alla clinica, delle innovazioni digitali e computazionali. Come detto, l’obiettivo è quello di creare un “alter ego virtuale” del corpo umano attraverso il quale prevedere, in modo personalizzato per ciascun paziente, l’evoluzione di alcune malattie pediatriche come le cardiomiopatie, le malattie neurologiche e neuromuscolari, l’artrite idiopatica giovanile, il rischio di patologia cardiovascolare nei bambini e negli adolescenti affetti da obesità.

Questo complesso sistema di informazioni consentirà anche di simulare l’impatto di alcuni interventi terapeutici sulla malattia e fornirà prospettive personalizzate sul decorso clinico dei singoli pazienti consentendo l’adozione delle cure più adeguate grazie a un approccio “basato sul modello”.

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