L’ipertensione arteriosa in età pediatrica è in aumento

A causa della sedentarietà e di regimi alimentari non corretti, negli ultimi anni sono aumentati i casi di Ipertensione arteriosa in età pediatrica.

Questa patologia, purtroppo, riveste un ruolo primario nel determinare il rischio cardiaco e le alterazioni di organi come i reni, la retina e il cervello.

Come spiega il portale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, più del 50% dei pazienti soffre di Ipertensione secondaria, cioè dovuta al malfunzionamento di un organo.

“Le malattie che più frequentemente si possono sviluppare in conseguenza della pressione arteriosa – spiega il dottor Attilio Turchetta del Bambino Gesù – sono l’ipertrofia ventricolare sinistra, l’insufficienza renale cronica, l’infarto miocardico e l’ictus cerebrale in età adulta”.

Il campanello di allarme, inoltre, non è quasi mai dato da sintomi, ma dalle numerose condizioni che impongono la valutazione dello stato funzionale del paziente come in caso di obesità, diabete mellito, nefropatie.

“Per la diagnosi precoce – dice il dottor Turchetta sul portale dell’ospedale – sono necessari un test ergometrico, un monitoraggio della pressione arteriosa di 24 ore, un ecocardiogramma ed esami di funzionalità nefrologica ed endocrinologia”

Per quanto riguarda la prevenzione, invece, le forme più comuni e semplici da realizzare sono l’attività fisica, il controllo del peso corporeo e la riduzione del consumo di sodio.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*