Occhi arrossati e congiuntivite

L’occhio arrossato è sempre un campanello d’allarme. Può indicare la presenza di uno stato infiammatorio più o meno grave (di origine infettiva o traumatica).

A volte piccole lesioni o abrasioni della congiuntiva si manifestano con rossore. In questi casi, fondamentale è la consulenza oculistica che deve determinare la profondità della lesione stessa. Lesioni superficiali spesso si rimarginano con la semplice chiusura della palpebra. Quelle più profonde meritano una maggiore attenzione: vanno valutate da parte di un oculista e trattate con la terapia appropriata.

A volte, invece, il rossore può essere il sintomo di una congiuntivite. Come spiega il dottor Antonino Romanzo dell’Unità operativa oculistica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, “La congiuntivite si può riconoscere da una serie di fattori: la monolateralità (molto spesso è colpito un occhio solo), il fastidio della luce, lacrimazione, secrezioni, dolore e gonfiore”.

Come spiega il portale dell’ospedale, la congiuntivite può essere di tre tipi: purulenta, virale o allergica. Nel primo caso si tratta di una forma infettiva, per cui è prudente evitare il contatto con altri bambini) che raramente lascia lesioni sull’occhio. La terapia iniziale può essere prescritta dal Pediatra anche se è sempre meglio consultare l’Oculista.

La congiuntivite virale rappresenta la forma più pericolosa e contagiosa. Generalmente seguono stati influenzali. Da una sintomatologia molto blanda costituita da un leggero fastidio, in breve tempo si passa ad una sintomatologia molto dolorosa, gonfiore delle  palpebre e della congiuntiva, lacrimazione densa molto abbondante e forte fastidio alla luce. È la forma più contagiosa di congiuntivite e generalmente il contagio avviene nel periodo di incubazione privo di una sintomatologia chiara. È bene ricorrere subito ad un oculista, che potrà prescrivere la terapia più idonea. È prudente isolare il paziente per evitare ulteriori contagi.

La congiuntivite allergica o papillare è, invece, la forme più “tranquilla” dal punto di vista medico. Non lascia lesioni sull’occhio e non è contagiosa, ma sicuramente è la più fastidiosa per la sintomatologia, e la più difficile da trattare. Nelle congiuntiviti allergiche la terapia deve essere protratta per lungo tempo ed è costituita da colliri antistaminici. L’uso di colliri cortisonici è da limitare nel tempo (5-6 giorni al massimo) e solo dopo consulto con l’Oculista.

L’occhio rosso può essere anche espressione di patologie più gravi. È bene quindi, in presenza di sintomi preoccupanti, sempre ricorre al parere di un medico

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