Pollini: le dieci regole degli esperti del Bambino Gesù per evitarli

Da marzo a luglio la concentrazione di pollini nell’aria cresce. Soprattutto nelle giornate calde, assolate e ventose la loro presenza nell’aria. La stessa concentrazione si riduce, invece, con la pioggia ed è più elevata la sera rispetto al primo mattino.

Per le persone allergiche a queste sostanze, dunque, la primavera e l’estate sono periodi che causano particolari fastidi. Per questo motivo gli esperti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù hanno stilato 10 semplici regoli da seguire per i familiari dei bambini che soffrono di questo problema:

1. Evitare in primavera i prati, i campi coltivati e i terreni incolti.

2. Evitare, se possibile, nel periodo critico di andare o vivere in campagna. Evitare le gite nelle ore mattutine, soprattutto nei giorni di sole con vento e clima secco.

3. Scegliere le ferie, preferibilmente nel periodo in cui sono più forti i disturbi, per recarsi al mare o in alta montagna. Ricordare che per altitudini medie (600-1000 metri) le stesse piante liberano i pollini circa un mese più tardi rispetto alla pianura.

4. Evitare, nelle vacanze, le zone di aperta campagna. Preferire per le passeggiate il sottobosco dove il polline è presente con più difficoltà.

5. In auto, durante il periodo critico, se possibile, tenere i finestrini chiusi e accendere i sistemi di condizionamento dopo averne verificato la pulizia dei filtri.

6. Nel periodo praticare sport preferibilmente in luoghi chiusi, palestre e piscine coperte.

7. Non tagliare l’erba del prato nel periodo di malessere e non sostare nelle vicinanze quando altri hanno tagliato l’erba.

8. Nel periodo critico evitare bicicletta e motorino. Una valida alternativa può essere la mascherina che copre e protegge il naso e la bocca. Indossare occhiali da sole e cappelli con visiera.

9. Durante la stagione pollinica è consigliabile cambiare i vestiti al rientro a casa, fare lavaggi endonasali, doccia o sciacquare viso e capelli.

10. Evitare il contatto, durante il periodo critico, con il fumo di tabacco, polveri e pelo di animali.

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