Prosegue l’impegno dell’Ospedale Bambino Gesù in Giordania e Libano

Oltre 150 i bambini siriani e palestinesi fuggiti presi in cura. È il risultato della missione sanitaria avviata in Giordania dal Bambino Gesù e dall’Ospedale Italiano di Karak, fondato nel 1935 dall’ANSMI (Associazione Italiana per Soccorrere i Missionari Italiani) e gestito dalle Suore Missionarie Comboniane.

La missione si è svolta dal 18 novembre al 2 dicembre e ha visto impegnato uno specialista in neurologia e neuroribilitazione a Karak. Il medico ha anche compiuto un sopralluogo operativo presso i due campi di Mafraq, che ospitano in totale 145 mila profughi.

La missione ha individuato un gran numero di pazienti affetti da malattie neurogenetiche, come le neuropatie ereditarie. Oltre ai 150 bambini presi in carico, nel corso della missione, è stato predisposto uno screening genetico per 10 famiglie al fine di poter analizzare il materiale presso i laboratori di Roma dell’Ospedale. Il progetto continuerà nei prossimi mesi per sostenere in ulteriori ambiti.

Contemporaneamente, grazie all’accordo siglato lo scorso novembre tra Bambino Gesù, Pontificio Consiglio Cor Unum e Caritas libanese, va avanti l’impegno dell’Ente pediatrico romano in favore dei profughi siriani in Libano. Nonostante i problemi di sicurezza e metereologici (forti nevicate hanno colpito la zona nel mese di dicembre) l’unità medica mobile organizzata da Caritas Libano, in due mesi, è riuscita a visitare circa 210 piccoli rifugiati siriani per un totale di quasi 900 prestazioni sanitarie.

 

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