Stefano e il suo cammino di Santiago, per ricordare la scomparsa di Alessandra

Stefano e Alessandra lavoravano insieme al reparto di cardiochirurgia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Con gli stessi occhi hanno visto le scene di dolore e di speranza che la malattia porta con sé, fino ad interiorizzarle e farle loro.

A 28 anni Alessandra ci ha lasciati, ma Stefano ha deciso di portarla con sé durante il pellegrinaggio verso Santiago di Compostela: la sua foto attaccata dietro al grosso zaino sulle sue spalle lo ha accompagnato dall’inizio alla fine del viaggio. Da Saint Jean Pied-de-Port  fino alla cattedrale di Santiago di Compostela, Stefano ha conosciuto tante persone, ognuno con una storia diversa, animata da un obiettivo diverso.

Arrivato nei pressi della meta finale, ha posto la foto di Alessandra in cima alla “Cruz de hierro” una piccola croce alla fine di una collina alta 1000 metri, dove i pellegrini lasciano ricordi, preghiere e oggetti usati durante il cammino. “Averla portata con me rende Alessandra la compagna di viaggio che mi ha aiutato a trovare le risposte – racconta Stefano –  E lì ho deciso di lasciarla. Perché fosse compagna di viaggio, non solo più mia ma di tutti i pellegrini che vi passeranno”.

Proprio l’atto di camminare, la stanchezza, le gambe che macinano chilometri passo dopo passo, hanno dato a Stefano la consapevolezza della fortuna che lo accompagna e che tante persone non possono vantare. Bambini che Stefano vede ogni giorno durante il suo lavoro e per i quali ha camminato da solo, insieme ad Alessandra.

 

 

 

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