Vaccini: una scelta di salute e senso civico

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità i vaccini contro difterite, morbillo, tetano e pertosse hanno salvato complessivamente tra i 2 e i 3 milioni di vite. Un dato importante, che tuttavia spesso non basta a fugare i dubbi sull’opportunità di vaccinare i bambini, specie quelli più piccoli.

In realtà l’impatto sulla popolazione mondiale delle vaccinazioni è straordinario: le terapie preventive, che consentono all’organismo di generare gli anticorpi senza di fatto dover affrontare la malattia (e le sue conseguenze) hanno ridotto la mortalità infantile dal 20/30% degli anni Venti al 3 per mille di oggi. Il crollo delle malattie infettive ha portato benefici anche agli adulti: sempre secondo l’OMS ogni anno il vaiolo ucciderebbe 5 milioni di persone nel mondo, se non fosse stato debellato in gran parte del Pianeta.

Il movimento anti-vaccinazioni è oggi assai diffuso. Facendo leva sui dubbi dei neo-genitori e, purtroppo, anche su studi scientifici mai confermati, una certa corrente di pensiero spinge le famiglie a rifiutare i vaccini. Il risultato è però assai scoraggiante: stanno cioè tornando malattie che si pensavano sconfitte, come il morbillo e la pertosse. Un bambino non vaccinato, cioè, oltre a poter contrarre la malattia può veicolarla, diventando un rischio anche per gli altri specie per coloro – perché più piccoli o con altre problematiche – che non possono vaccinarsi.

E’ vero che i vaccini non sono esenti da rischi. Come qualsiasi farmaco, la somministrazione può causare effetti collaterali. Per questo è importante consultare il proprio medico di fiducia e prendere alcune precauzioni, ad esempio non vaccinare un bambino con la febbre. Va detto comunque che eventuali effetti collaterali sono comunque meno gravi e più gestibili delle conseguenze della malattia.

Oltre ai bambini, rientrano tra le categorie a rischio le persone anziane, quelle con patologie croniche, i diabetici, chi soffre di malattie cardiovascolari, renali o epatiche croniche, i malati di tumore e le persone con patologie metaboliche.

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