Ventisei milioni di investimento e 200 ricercatori: nuovo Polo per la ricerca del Bambino Gesù

È stato il cardinale Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin in persona a inaugurare oggi i nuovi laboratori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: 5 mila metri quadri nella sede di San Paolo Fuori le Mura, dotati di piattaforme tecnologiche di ultima generazione, in cui 200 i ricercatori si occuperanno di genetica e malattie rare, malattie multifattoriali e caratteri complessi, onco-ematologia, immunoterapia e farmacoterapia. Grazie all’investimento di 26 milioni di euro la struttura diventa il più grande polo pediatrico in Europa, e tra i maggiori al mondo, per la ricerca nel campo della genetica medica e citogenetica, della diagnostica integrata oncoematologica e delle biobanche.

All’interno del nuovo polo di San Paolo fuori le Mura c’è anche uno dei due siti produttivi dell’Officina Farmaceutica XellBioGene: uno spazio di 1.200 mq di superficie con 13 locali asettici gestiti in collaborazione con il Policlinico Universitario Agostino Gemelli dove si producono farmaci biologici per terapie cellulari e geniche.

Le malattie genetiche rappresentano il 50-70% dei ricoveri pediatrici all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; grazie ai progressi tecnologici negli ultimi 14 anni le analisi genetiche sono diventate 100.000 volte più veloci e i loro costi si sono abbattuti 100.000 volte. “Solo la ricerca farà compiere nei prossimi anni passi in avanti all’assistenza sanitaria, impensabili fino a qualche tempo fa”, ha sottolineato il Presidente Giuseppe Profiti, sottolineando come lo studio della genetica costituisca una discriminante fondamentale per dare risposta alla crescente domanda di salute.

In aggiunta, sul piano economico l’obiettivo del nuovo polo di ricerca è quello di attrarre gli investimenti nazionali e internazionali, e favorire anche lo sviluppo di un indotto industriale con ricadute occupazionali positive. “Si tratta probabilmente del più grande investimento diretto nella ricerca fatto in Italia negli ultimi anni – ha concluso Profiti – Un investimento destinato ad avere nei prossimi anni un elevato tasso di rendimento, non solo sul piano scientifico. La ricerca scientifica, infatti, rappresenta un volano per l’economia del territorio e dell’intero Paese con benefici tangibili sul piano sociale”.

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